Andare oltre il trauma

Comincio col dire cosa si intende per trauma. Il trauma è un evento “in genere negativo” che il nostro cervello non è riuscito ad assimilare come tutti gli altri ricordi.

Quello che succede, quando accade un evento negativo di varia entità è che nel giro di poco tempo, a volte ore o giorni, il ricordo sfuma. Sembra che, a che questo accada, contribuisca il parlarne, il tempo che passa, altri eventi che si sovrappongono e la fase REM del sonno.

A volte questo non succede, davanti al verificarsi di un fatto il cervello va in “tilit”, non riesce ad immagazzinare il ricordo e lo congela.

Congelare un ricordo può sembrare un fatto positivo. Ci potremmo dire “tanto sta li e chi se ne frega” e invece non è così.

Congelare un ricordo non è un fatto positivo, è come se continuamente aprissimo e chiudessimo il freezer, per controllare che il ricordo è sempre li determinando così un elevato consumo di energia elettrica e sostanzialmente un impiego di energie nostre che siamo bloccati nello sforzo di tenere una situazione sotto controllo.

Questa condizione determina sovente il disturbo post traumatico da stress PTSD che ha conseguenze anche al livello di cervello, infatti le ricerche scientifiche hanno visto che nelle persone affette da PTSD c’è una riduzione dell’Ippocamo (il centro di controllo della memoria). Per un po’ si è pensato che questa fosse una condizione irreversibile, invece studi con MRI hanno dimostrato che trattare il trauma porta ad una ricrescita dell’Ippocampo.

La terapia che assolve in modo egregio a tale funzione è l’EMDR (eyes desensitation and reprocessing) cioè la desensibilizzazione dei traumi attraverso il movimento rapido degli occhi.

Questa terapia, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un valido metodo di cura, è stata messa a punto da F. Shapiro* e l’inizio è stato casuale.

F.Shapiro si è accorta che muovendo gli occhi in un certo modo i ricordi negativi cambiavano modo di essere ricordati. Vale a dire il ricordo è sempre lì ma ha una diversa valenza.

Un paziente mi ha detto “è come se ora ci fosse una tenda tra me ed il ricordo, una tenda un po’ spessa, il ricordo è li ma lo vedo in modo diverso e sopratutto sono diverse le emozioni che sono coinvolte”. Infatti uno dei sintomi del PTSD è che il passato sembra presente e magari basta solo pensare all’evento per avere le stesse sensazioni che si sono avute quando l’evento è accaduto; altre volte basta un qualcosa che non ha nessun legame per riportarci nelle stesse condizioni di stress estremo ed allora bisogna andare a cercare l’origine.

Per esempio un banale rumore di un tubo di scappamento può far sentire una persona come si è sentita quando si è trovato ad assistere ad una sparatoria. l’evento scatenante che può essere sepolto nella memoria, è bisogna recuperarlo per poterlo elaborare,questo lavoro è reso più agevole dal protocollo EMDR.

Perché l’EMDR funziona? Una delle teorie è che l’EMDR potrebbe determinare le stesse condizioni della fase del sonno REM, pur se si rimane completamente svegli e vigili durante l’elaborazione.

Ritornando agli studi sull’Ippocampo uno studio citato nel libro di F.Shapiro “Lasciare il passato nel passato” mostra che, dopo 8-12 sedute con EMDR con persone che avevano PTSD si notava un aumento dell’Ipocampo con una media del 6% .

Una delle difficoltà che si incontrano in pazienti con PTSD è che tendono a svalutare la drammaticità del ricordo, mi è capitato di sentirmi dire “ma era una sciocchezza”, invece non siamo noi, con la parte razionale, a determinare cosa è una sciocchezza e cosa non lo è, se ci sono eventi, che possono facilmente essere riconosciuti come traumatici, lutti, aborti, abusi, abbandoni, gravi incidenti, ve ne sono altri che il nostro cervello considera come troppo forti per reggerli ed elaborali in maniera adattiva.

È ovvio che è determinante, al vericarsi di certi disturbi, saper riconoscere che c’è bisogno di aiuto ed il “fai da te”, non si è dimostrato valido.

Fonte:
F. Shapiro PhD, autrice di libri tra gli altri EMDR, Lasciare il passato nel passato.

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *